LA RELAZIONE PERICOLOSA TRA MALATTIA VENOSA CRONICA E MALATTIA CARDIOVASCOLARE: LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INDIVIDUALE

Con il contributo non condizionante:

Inizio: 12-06-2024 - Fine: 12-06-2024

Chiusura iscrizioni: 12-06-2024


Formazione residenziale - Crediti ECM: 4.0


Ore previste: 4.00 – Posti disponibili: 21 – Stato corso:


Discipline e professioni:

Medico chirurgo:
Medicina generale (medici di famiglia)

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Descrizione

Razionale Scientifico 

Nel nostro Paese la malattia venosa cronica colpisce circa 19 milioni di persone, dal 10% al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne. All’aumentare della gravità della Malattia venosa cronica è associato un aumento del rischio cardiovascolare, così come della mortalità da tutte le cause. Lo studio Gutenberg, recentemente pubblicato sull’European Heart Journal, ha indagato, per la prima volta, in una popolazione generale, la prevalenza dell’insufficienza venosa cronica - stadio avanzato della Mvc - e l’associazione tra questa e le comorbidità cardiovascolari. Le evidenze scientifiche emerse rimettono in discussione il pensiero convenzionale sulla separazione tra malattia venosa e arteriosa. L’osservazione delle gambe è fondamentale per diagnosticare la Mvc ma la presenza di vene varicose, edema, cambiamenti della pelle e ulcere devono essere considerate un potenziale campanello d’allarme di malattia cardiovascolare. Spesso banalizzata e limitata a un semplice disturbo estetico delle gambe, è una delle malattie più diffuse in Occidente. Il paziente con Mvc viene avviato a un percorso diagnostico-terapeutico limitato alla sola patologia degli arti inferiori. Sarebbe tempo che si definissero PDTA prendendo in considerazione i suggerimenti dello studio Gutenberg, vale a dire, prevedere ulteriori e semplici screening vascolari per i pazienti con Mvc negli stadi più avanzati. Un’anamnesi sulla familiarità per malattie cardiovascolari, la palpazione dei polsi arteriosi, la misura dell’indice pressorio caviglia/braccio e il dosaggio del colesterolo LDL possono essere facilmente eseguiti sul paziente con Mvc evidenziando coloro a più elevato rischio cardiovascolare. Le due patologie condividono alcuni fattori di rischio come l’età, il fumo, il diabete mellito, l’obesità e il sovrappeso, che si associano a una disfunzione dell’endotelio, un’infiammazione cronica e una trombosi che è dovuta al lento flusso e alla conseguente ipercoagulabilità che costituiscono le basi fisiopatologiche di entrambe le patologie. Infatti, nella patologia aterosclerotica, che è alla base dell’infarto e dell’ictus, si riscontra un importante contributo infiammatorio e d’altro canto anche nella malattia venosa cronica si osserva un’aumentata produzione di molecole infiammatorie.

Scheda Faculty

Giuseppe DI GRAVINA

Medico di Medicina Generale

Diego GIROTTO

Medico di Medicina Generale

Salvatore PIAZZA

Dirigente Medico di I°Livello S.C. Chirurgia Vascolare Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano Torino

Alessandro MANCUSO

Direttore Medico della Struttura Complessa di Cardiologia Presidio Sanitario Ospedale Cottolengo di Torino

Programma scientifico

Mapa

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